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The Grey Lady – di Drusilla Raven

 

FF A TEMA VINCOLATO: “Racconti dell’orrore”
RATING: G
Una vicenda realmente accaduta, quella di Lady Jane Grey, regina per soli nove giorni nel 1553, a cui J.K. Rowling si è ispirata per costruire il personaggio della Signora Grigia. Una storia altamente tragica e tetra, raccontata durante la notte di Halloween, dove i corvi sono debitori di Edgar Allan Poe, i dialoghi riportati sono veri e il finale ha un grosso debito con il racconto The Dead di James Joyce.
PERSONAGGI: Signora Grigia, Lady Jane Grey, Enrico VIII, Hermione e Calì Patil.

 

 

 Gli studenti del terzo anno erano già in classe, in una delle buie stanze della torre. Le tende blu alle finestre erano state tirate, in modo da impedire alla poca luce lunare di filtrare nella stanza. Del resto già era strano che una lezione fosse fissata la sera tardi, normalmente succedeva solo per Astronomia, e il fatto che fosse la notte di Halloween contribuiva a rendere l’atmosfera ancora più cupa. Erano stati convocati gli studenti delle quattro Case e questo li incuriosiva ulteriormente.  Al posto delle sedie c’erano dei cuscini, disposti in diversi cerchi al cui interno c’era della legna accatastata.

I ragazzi presero posto e l’intenso chiacchiericcio si smorzò non appena entrò l’insegnante di Babbanologia che, puntando la bacchetta verso il cumulo di legna, esclamò “Incendio!”, sviluppando un intenso fuoco.  I visi degli studenti erano illuminati dalle fiamme e tradivano un forte desiderio di capire cosa stava succedendo.

“Cari ragazzi- cominciò il professore- questa sera vi racconterò una storia che, come ogni buona storia, va raccontata davanti al fuoco. E questa legna è stata incantata in modo speciale…”.

Gli studenti erano assorti e aspettavano ansiosi.  

“Tutti voi avete incrociato nei nostri corridoi the Grey Lady, la Signora Grigia, il fantasma di Corvonero – continuò il professore- ne avete ammirato la bellezza e la giovinezza, nonché la sua regale presenza e la tristezza che vela il suo viso. Ma forse non sapete che un’altra Lady Grey fu famosa nel mondo babbano e qui comincia la nostra storia…”.

Un brivido percorse la schiena degli studenti: dal fuoco magico emerse una bolla d’aria che, staccandosi dal fuoco, si allargò fino a diventare una sorta di schermo in cui comparvero delle immagini. La torre di Londra apparve, avvolta da una pioggerellina nebbiosa. Era notte e da una finestra si vedeva una luce fioca e una figura spettrale, ma ben definita. Si trattava di una giovane vestita con bianchi abiti regali. L’immagine si fece via via più chiara e definita: la giovane portava tra le braccia la sua testa mozzata.

“AHHHHHH!!!”, uno studente cacciò un urlo che fu subito smorzato in gola. Hermione guardò Calì e le bisbigliò: “Questa lezione si fa interessante!!”. Calì, che era solita entusiasmarsi solo per divinazione, le fece un cenno di assenso che tradiva una forte inquietudine.

“Sapete ragazzi, è qui che la nostra storia finisce o meglio inizia… è nella Torre di Londra infatti che morì Lady Jane Grey, una nobile donna realmente esistita che pochi sanno essere stata regina d’Inghilterra e Irlanda per soli nove giorni, tra il  10 e il 19 luglio 1553. Lady Jane a quel tempo aveva solo diciassette anni… e nella Torre di Londra molti hanno visto e continuano a vedere il suo fantasma… ma lasciate che vi racconti la storia dal suo inizio”.

L’insegnante si girò verso la bolla e la figura di Jane parve muoversi, come se volesse venirgli incontro, poi prese la sua testa tra le mani e se la posò sul collo. I lunghi capelli le incorniciavano le spalle e dal collo sgorgava sangue che ricadeva sulle bianche vesti. All’improvviso la bolla divenne fumosa e Lady Jane fu richiamata in un vortice che lasciò posto a una nuova immagine, quella di una fanciulla rosea e in salute.

L’insegnante proseguì: “Lady Jane era una bambina molto docile e di buon carattere ed era stata educata secondo il credo protestante, da quando Enrico VIII, scomunicato dalla Chiesa Cattolica a causa del suo matrimonio con Anna Bolena, si era aperto alla chiesa riformata. Già da ragazzina era stata uno strumento di potere nelle mani dei suoi genitori che avevano cercato di introdurla alla corte di Enrico VIII per i loro fini. Alla morte del monarca il regno passò al figlio Edoardo VI che però morì in giovane età, designando la cugina Jane Grey come sua erede. Di fatto Jane era solo quarta in linea di successione e scavalcava così le due legittime eredi, la trentasettenne Maria e la più giovane Elisabetta, ma questo era l’unico modo che Edoardo aveva per essere sicuro che il suo successore avrebbe conservato il credo anglicano in Inghilterra. Maria era infatti una fervente cattolica e avrebbe sicuramente colto l’occasione per ristabilire il potere papale nello Stato ed Elisabetta era troppo giovane. Consapevole dell’ingiustizia, Lady Jane rifiutò inizialmente la corona, ma non fece i conti con le pressioni di quanti la convinsero che quello era l’unico modo per tutelare la fede anglicana”.

Una porta sbattè violentemente e gli studenti fecero un salto dallo spavento, l’aula aveva assunto un’aria davvero spettrale. Poi la videro. Nella sua regale figura era entrata la Signora Grigia, fantasma di Corvonero. “E’ una notte strana questa- esordì con la sua voce sottile- una notte dove tutto può succedere. Il velo che separa i morti dai vivi si assottiglia e io ho sentito come… una nostalgia. Vedo Professore che l’argomento è interessante. Inizio a chiedermi se questa omonimia sia casuale, o se nel mio nome sia scritto tutto un destino. Posso accomodarmi anch’io?”

“Ma certamente my Lady- rispose il professore- vedrà bene che le vicende babbane di questa regina sono state altrettanto tragiche e non meno interessanti di quelle che lei personalmente conosce!”

Un mormorio attraversò la classe, tutti erano stupiti dalla franchezza di quel dialogo. La storia della Signora Grigia era avvolta nel mistero e l’accenno diretto del professore alle sue vicende aveva incuriosito tutti.

“Dove ero rimasto?- continuò il Professore- Ah sì… in un afoso luglio, Jane fu quindi incoronata regina, ma il suo regno ebbe la durata di un soffio: Maria, che godeva del consenso popolare e dei politici del paese, si fece forte del suo ruolo e spinse l’esercito ad appoggiarla, costringendo la cugina ad abdicare in suo favore e a farsi designare regina d’Inghilterra. 

Quando le chiesero di togliersi i vestiti regali, Jane affermò con orgoglio: «Sono molto più felice di togliermeli di quanto possa essere stata vogliosa di indossarli». La ragazza fu quindi rinchiusa nella Torre di Londra per circa otto mesi durante i quali la regina Maria tentò di evitarne la condanna a morte, chiedendole di abiurare la sua religione. Ma Lady Grey replicò fiera: «Io, che sono così giovane, dovrei, solo per guadagnare qualche anno di prigionia in più, abiurare la mia fede per l’amore della vita? O Dio non voglia!». A Maria, ormai detta “la sanguinaria” per aver fatto giustiziare oltre trecento oppositori religiosi, non restava che procedere con la condanna a morte dell’avversaria.”

La bolla sopra il fuoco mutò nuovamente: apparve una piazza avvolta nel silenzio, un silenzio rotto solo dal forte gracchiare dei corvi. Un patibolo campeggiava funereo.

“Era il 12 febbraio 1554- proseguì il professore- la giornata invernale era fredda e gelida e tutto faceva presagire un’ imminente nevicata. Il patibolo fu preparato sulla pubblica piazza. I corvi gracchiavano forte dalla Torre di Londra e questo rassicurò un poco Lady Jane, dato che la tradizione voleva che il giorno in cui l’ultimo corvo avesse abbandonato la torre, la Monarchia e l’intero regno sarebbero caduti. Un testimone oculare, Sir Rowland Lea, riportò come “Lady Grey fosse calma, tuttavia”. Il boia si inginocchiò davanti a lei e le chiese di perdonarlo, cosa che lei fece prontamente. E rivolgendosi ai presenti, giunti per assistere, ammise di aver commesso tradimento, dato che aveva accettato la corona, aggiungendo: «Davanti a Dio e davanti a vuoi, buoni cristiani, io ora lavo le mie mani nell’innocenza», e fece segno di lavarsi le mani.

E al boia disse: «Vi prego di uccidermi in fretta». Si legò un fazzoletto bianco innanzi agli occhi e poi, cercando a tentoni il ceppo dove appoggiare la testa chiese: «Che cosa devo fare? Dov’è il ceppo?». Uno dei presenti, commosso, l’aiutò. Ella posò il capo sul ceppo e protese in avanti il suo corpo.  Il colpo del boia fu immediato, la testa saltò via veloce.

Nell’aula, si udivano i singhiozzi di alcuni studenti. La Signora Grigia era visibilmente commossa e si portò una mano al viso, come per asciugarsi una lacrima… che non c’era. Alle finestre si udì come un bussare, erano i corvi che circondavano Hogwarts, accorsi a testimoniare qualcosa ormai molto, molto lontano. Gli studenti erano provati, difficilmente quella notte avrebbero dormito.  Halloween era sempre stata una festa o un  momento dedicato agli scherzi. Quell’anno, per la prima volta, era diventato un momento cupo, fragile, dove la paura e la pietà trovavano insieme una nuova forma. I classici rumori del castello, in quel momento apparivano più tetri che mai.

La lezione volgeva al termine. Il professore, con la voce strozzata, si apprestò a concludere, mentre nella bolla appariva un cimitero.

“Lady Jane Grey fu seppellita dove giacevano le spoglie dei prigionieri e dove Anna Bolena e Caterina Howard, due delle sei mogli di Enrico VIII, erano state giustiziate e sepolte qualche anno addietro: nel cimitero interno della Torre di Londra. Una bara semplice la sua, come semplice era stata la sua vita. La terra sulla fossa era ancora fresca quando iniziò a cadere la prima neve. Pian piano, dolcemente, i fiocchi si disposero lentamente sulla tomba di Lady Jane e su quelle degli altri prigionieri. E incessantemente la neve cadde fitta e dolcemente, Londra ne fu ricoperta e il silenzio ovattato regnava ovunque, mentre la neve cadeva su tutti i vivi e su tutti i morti, senza distinzioni.”

Argomenti: Corvonero, Drammatiche, FF a tema, Misteriose | Clicca qui per i Commenti

Scritto da gio 26 novembre 2009







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